Ancora una volta, al Teatro Lauro Rossi di Macerata protagonista è la musica, con gli ultimi due appuntamenti delle Audizioni Live di Musicultura.
Ad aprire la nona serata di performance dal vivo è Toyo, cantautore di Ferrara, che con la sua voce intensa e vibrante interpreta Rinascimento e La cosa più bella che ho, due brani che si intrecciano in un racconto di ricerca interiore che muove tra il bisogno di stabilità e il desiderio di rinnovamento. «Vivo entrambi i pezzi come un atto di rinascita» racconta, lasciando trasparire l’urgenza emotiva che guida la sua produzione.
Il secondo artista a salire sul palco è Noite, che con un delicato arrangiamento acustico presenta Cose da rifare e Diventano Bosco. I due brani sono permeati di malinconia e, al contempo, attraversati da un’intensa spinta creativa. «Capire che, da queste mani incapaci, c’era ancora della vita che potevo convogliare in qualcosa di positivo, è stato come rifiorire», spiega dando voce a un percorso di riscoperta e trasformazione.
È il turno di Not a Sad Story, duo palermitano che mescola indie e trip-hop e presenta Rimane l’odore. Racconta alla giuria del Festival che scrivere questo brano «ha significato incontrare la propria solitudine per poi abbracciare quella di qualcun altro». Con Vita mia, l’intensità emotiva cresce: frustrazione, rassegnazione e il rimpianto di non riuscire a esprimere compiutamente i propri sentimenti si susseguono in un intreccio di emozioni contrastanti.
Il quarto artista a esibirsi è Carlomagno, accompagnato da un sound rock impreziosito da sfumature indie e da una fragilità che considera essenziale: «è essa stessa esistenza», afferma. Quattro quarti parla di nostalgia e del ricordo di amicizie passate, mentre Moloch lascia la malinconia alle spalle per immergersi in un suono più potente, diventando una sorta di preghiera contro l’alienazione della società moderna.
Segue Stella, che a soli diciotto anni porta sul palco una vocalità potente che riempie l’intero teatro. In Demoni, descrive la sensazione di essere sopraffatta dalle opinioni altrui, trasformando la lotta interiore in una sfida condivisibile e in un invito a credere in se stessi. Successivamente, dedica Iride all’ansia, raccontando: «È una sensazione che mi accompagna da sempre e penso che, ascoltando questa canzone, qualcuno possa capirmi».
A chiudere la serata è Echo che, insieme all’Orchestra Gino Neri, alterna con eleganza le sonorità eteree dell’arpa e la profondità del pianoforte, passando con naturalezza da uno strumento all’altro e creando un’atmosfera intima e suggestiva, nell’ambito della quale la delicatezza delle corde si fonde con l’intensità dei tasti. I pezzi proposti sono L’abisso e Rachè, brano, quest’ultimo, che essendo dedicato «a tutte le vittime innocenti degli attentati» è un invito alla memoria e alla consapevolezza.
Al termine delle esibizioni, salgono sul palco Leonardo Lucinato, Gestore dell’Area Privati di Banca Macerata, e Francesca D’Alessandro, Vicesindaco del Comune di Macerata, per annunciare il vincitore della serata: a conquistare il favore del pubblico, e quindi a ricevere la Targa Banca Macerata, è Stella.

Sigla finale.
Altra sigla iniziale. Quella dell’ultima serata di Audizioni Live di Musicultura 2025.
L’appuntamento si apre con Lupi, duo bolognese che presenta Ballata del buio, un brano che alterna il desiderio di evasione alla disillusione urbana, e continua con Versi, spiegando al pubblico dopo l’esibizione: «È la prima volta che suoniamo su un palco vero e proprio; di solito ci esibiamo in club o nei locali bolognesi».
È il turno di Kaloxs, artista ventenne che presenta Discorsi da platea e Figa, un pezzo profondo e malinconico in cui il ricordo dell’infanzia si scontra con le dure verità dell’età adulta. Intervistato dalla giuria del Festival, l’artista confida: «Sono sempre molto ansioso, ma quando salgo sul palco entro nel mio mondo. È l’unica cosa che mi riesce davvero bene».
Terza in scaletta è Momi, cantautrice udinese che con Tiare, traccia d’esordio scritta in dialetto friulano, esplora il legame profondo con la sua terra d’origine. Prosegue con Loop, un pezzo che racconta la velocità e la confusione della vita urbana contemporanea, che «parla – spiega l’autrice stessa – della frenesia che caratterizza le città in cui viviamo oggi».
Pianoforte, violino, chitarra e uno stile punk: con Helsinki, Forse Danzica propone un brano che fonde immagini poetiche con un sound indie pop. Subito dopo, è il turno di Frontiere e di una dichiarazione rilasciata durante l’intervista da parte della Giuria del Festival: «Ritengo che la massima espressione artistica di un cantante si raggiunga attraverso la produzione di dischi».
Con il suo ukulele, Elena Mil presenta La ballata dell’inferno e Una brava ragazza, due composizioni interpretate in modo intensamente teatrale, nelle quali si avverte chiaramente l’influenza del cantautorato del passato. «Vi ho voluto portare questi brani – spiega – così come li ho composti, nella loro forma più pura».
L’ultima esibizione delle Audizioni Live di Musicultura 2025 è quella dei Nakhash, che presentano Vetro e Gonna. Con quest’ultima canzone, il gruppo astigiano esprime il desiderio di vivere un’esistenza senza rimpianti. «Credo molto nel mio istinto», afferma Elisabetta Rosso, voce della band, che poi prosegue: «Se penso che qualcosa sia giusto, lo faccio, e magari lo capirò dopo».
Ed evidentemente giusta è stata questa esibizione, perché sono proprio i Nakhash a conquistare il favore del pubblico. Va a loro la Targa Banca Macerata, consegnata da Giuseppe Tondi, Consigliere di Amministrazione dell’istituto di credito, e Sandro Parcaroli, Sindaco di Macerata.

E ora? Ora è il tempo di un’attesa che non durerà poi troppo: scopriremo presto chi sono i sedici artisti che entreranno a far parte della rosa dei finalisti di Musicultura 2025 e si esibiranno, così, nel concerto dedicato alla loro presentazione al Teatro Persiani di Recanati.